“TRASFORMARE PER RINASCERE”, LA FILOSOFIA DI MOSE’ RICCI PER LA PERIFERIA SUD

Guardare a “prestazione”, “condivisione” e “narrativa” e non più a “funzione”, “partecipazione” e “descrizione”. È uno dei tanti insegnamenti che vengono fuori da “Habitat 5.0, l’architettura del lungo presente”, l’ultimo libro di Mosè Ricci. Insegnamento, questo dell’apprezzato architetto e professore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento, applicabile anche alla periferia Sud di Reggio, oggetto di “Knowledge vs Climate Change”. Ed è proprio all’interno del progetto che stanno portando avanti “Pensando Meridiano”, “AbitaLab e il Dipartimento Architettura e Territorio dell’Università “Mediterranea” e “ReBoot” che è stato presentata l’opera di Ricci, attraverso un partecipato seminario virtuale svoltosi giovedì 7 maggio. Quello di Ricci è un libro su una “rivoluzione digitale” definita dallo stesso «sottile, ma potente e pervasiva», dunque una riflessione su come cambia il modo di fare e di pensare.

Soprattutto per architetti ed urbanisti, che secondo l’architetto e docente dovrebbero «ridare senso e non più inventare», specialmente nelle periferie «attraverso il progetto, senza modelli generali, ma guardando caso per caso, dal basso ed insieme alla gente» e dove la conoscenza può essere «mediatrice verso il progetto, facendo capire ciò che accade per trovare dei dispositivi mitiganti le condizioni ambientali o adattanti ad esse le condizioni di vita». Dunque, secondo l’autore, occorre la “prestazione” in luogo della “funzione”, cioè prendere coscienza che «i paradigmi funzionali sono stati smontati e che bisogna far funzionare l’esistente in modo sostenibile dal punto di vista ecologico ed economico-sociale». Ma anche la “condivisione” al posto della “partecipazione”, ossia non solo far prendere parte ai processi di trasformazione le diverse comunità di un territorio, ma pensandoli e realizzandoli insieme ad esse, «coprogettando e creando così un nuovo tipo di autorialità».

KvsCC Videocontributo - Prof. Mosè Ricci - Open Webinar - source: edit PMopenlab


E, infine, la “narrativa” invece della “descrizione”, ovvero non limitarsi ad entrare nel dettaglio di un contesto, ma «raccontandolo la sua anima in modo tale di far prendere il cuore e far pensare», cogliendo cosa esso rappresenta e cosa possa rappresentare. In occasione del webinar, arricchito dagli interventi di Consuelo Nava (professoressa “dArte” e responsabile scientifica di “KvCC”), Rita Simone (docente “dArTe”), Giuseppe Mangano (presidente “Pensando Meridiano”) e Rosario Pavia (professore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara), sono stati tanti gli spunti offerti da Ricci, generalmente applicabili alla nostra epoca, ma, ovviamente, declinati in ambito architettonico ed urbanistico.

Una schermata del partecipato Open Webinar con il prof. Mosè Ricci e i discussants.


Dal concetto di “lungo presente", che per l’autore è «un futuro senza proiezione, che diventa oggi e che va reso performante», a quelli di “tempo”, «fisicamente fermo e tecnologicamente veloce», basti pensare alle connessioni virtuali che superano le distanze, e di “spazio”, «indifferente, perché potrebbe non esserci, sempre più vuoto e sempre più digitale», basti pensare rispettivamente all’e-commerce in concorrenza ai negozi e all’utilizzo della realtà aumentata in ambito artistico-culturale.

Un ragionamento, quello espresso da Ricci davanti ai giovani collegati al webinar, che si potrebbe racchiudere in un espressione che lo stesso ha usato in quella occasione: «Trasformare per rinascere».

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