DAL WORKSHOP “SAD II” SETTE PROPOSTE PER UNA PERIFERIA SUD AGILE E RESILIENTE

Si è conclusa la serie di web webinar di “KnowledgeVsClimateChange. Ma prossimamente, grazie al trasferimento di conoscenze avvenuto attraverso questi seminari virtuali, il progetto proseguirà aprendosi sempre più alla Periferia Sud reggina, con 15 progettisti che tra strade e piazze coinvolgeranno le comunità locali su come ripensare il proprio territorio, iniziando dalle possibili risposte ai cambiamenti climatici. La “Final review” del secondo Workshop Sad dell’atelier di tesi “Territori fragili, ambiente, rischio e cambiamenti climatici – Edifici agili in città circolari e resilienti” del “Dipartimento Architettura e Territorio” dell’Università “Mediterranea” è stato il culmine di una serie di partecipati eventi virtuali all’interno del ben più ampio progetto messo in campo da “Pensando Meridiano”, dall’associazione “Reboot” e dal dArTe” dell’Università degli studi “Mediterranea” con il Centro interuniversitario “ABITAlab”. Nel corso del webinar finale, animato esperti come Consuelo Nava e Martino Milardi (coordinatori dell’atelier), Giuseppe Mangano e Gianluigia Marano (tutors del workshop), Alessia Leuzzo, Evelyn Grillo, Domenico Lucanto, Sara Sansotta, Rita Simone, Carola Clemente, Chiara Rizzi e Irene Curulli e partecipato da Eleonora Puddu (Referente Punto Sud), Giuseppe Marino (Assessore del Comune di Reggio Calabria), studenti, altri giovani ed esponenti di associazioni, sono stati ribaditi principi architettonico-urbanistici e socio-culturali emersi nei precedenti appuntamenti, ragionando dalla scala di città e quartiere fino a quella di componente e tecnologia passando per quella di edificio.

E sono stati illustrati sette progetti pensati dagli studenti dell’atelier di tesi per le 7 aree formanti la Periferia Sud oggetto del progetto, cioè Via Pio XI, Viale Europa-Via Sbarre Superiori, Viale Calabria, Rione Ferrovieri, Rione Pescatori, Stadio, Gebbione e Zona industriale, relativi temi, fra i quali permeabilità del suolo, spazi di condivisione della conoscenza, mobilità, infrastrutture e paesaggio, natura e produttività.

Alcune immagini dal webinar Final Review - WS SAD 2


La serie di webinar si è caratterizzata per 5 seminari aperti in 6 appuntamenti, 3 ore e mezzo di durata media, 4 video-contributi e oltre 25 interventi in question time, ai quali vanno aggiunti il primo “Open seminar”, svoltosi in ateneo e che ha aperto il percorso formativo, con i suoi 71 partecipanti e le sue 3 ore di durata, e la “PM Open School”, con le sue 45 persone collegate e le sue 24 ore di durata, oltre che numerosi altri contenuti offerti in modo accessibile e gratuito sotto forma di foto, video, scritti, dati, grafiche e progetti tecnici.

Numeri che danno l’idea di un progetto che, nonostante il pesante imprevisto del Covid-19, ha dimostrato resilienza, sapendosi adattare all’impossibilità di effettuare questo trasferimento di conoscenza dal vivo, valorizzando una delle sue caratteristiche, cioè abbinare le tecnologie alle persone. E che, esaltando questo connubio, è pronto ad andare sui territori a stimolare le comunità locali, appena ci saranno le condizioni e sempre seguendo i protocolli di sicurezza. Perché il trasferimento di conoscenza aumenta le competenze e l’aumento delle competenze promuove l’azione di cambiamento.


Luca Assumma,

13/06/2020

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