"Protocolli LEED E WELL: efficienza per il benessere dell’ambiente e dell’utente."

A cura di: Antonio Cormaci (Socio PM)

Una delle sfide più grandi della contemporaneità è certamente quella del cambiamento climatico e delle disastrose conseguenze che imperversano sul nostro pianeta. Per affrontare al meglio questo contesto, è certamente necessaria una trasformazione radicale del settore edilizio, alla quale deve essere necessariamente applicati i principi di sostenibilità ambientale, attraverso l’uso di fonti rinnovabili, efficienza energetica e riuso dei materiali. Ma anche la competenza, un adeguato processo di certificazione di progetti e risultato che possa garantire un basso impatto ambientale.

Di questo e di tanto altro si è parlato nell’ultimo incontro del ciclo di Open Webinar tenuto dall’arch. Riccardo Hopps, il quale ci ha condotti attraverso un vero e proprio viaggio attraverso i protocolli LEED e WELL salute e benessere, ormai patrimonio anche della cultura progettuale italiana e sempre più “istituzionalizzata”, anche grazie all’intervento di normative come il nuovo Codice dei contratti pubblici ed i c.d. “appalti verdi”.

Il sistema LEED, nato nel 1993 dal Green Building Council, è strutturato in 7 sezioni, le quali sono organizzate in prerequisiti ed in crediti. I prerequisiti di ogni sezione sono obbligatori e rappresentano la condizione affinché un edificio possa essere certificato. I crediti, invece, sono scelti in funzione delle caratteristiche di ogni singolo progetto. Tale architettura di prerequisiti e crediti è certamente indicativa dello scopo di un simile iter certificativo e, come emerso dalla relazione dell’arch. Hopps, permette di apprezzare al meglio ogni singolare ponderazione di tutti gli elementi che compongono la nascita di un edificio, dalla progettazione, alla costruzione per arrivare al suo utilizzo e, soprattutto, alla tutela dei suoi utilizzatori, il tutto nel rispetto delle esigenze anche del committente.

La prima sezione affrontata è stata quella di Energia ed Atmosfera, attraverso la quale viene promosso il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici attraverso l’impiego di energie provenienti da fonti rinnovabili ed il controllo della prestazione energetica di un edificio attraverso operazioni di efficientamento energetico. È in questo contesto che emerge la figura del modellatore energetico, cardine di questa sezione ed elemento molto importante nella realizzazione di un modello che possa essere parametro di efficienza.


La seconda sezione che è stata definita è Materiali e risorse, prerequisito, nella quale vengono considerati aspetti come la selezione dei materiali, la riduzione dell’utilizzo di certi materiali, lo smaltimento dei rifiuti – con obiettivi di monitoraggio dei rifiuti in misura del 100% e riciclo, riuso e recupero in misura del 75% - e la riduzione dell’impatto dei trasporti. Questa sezione, come ribadito dall’arch. Hopps nel corso della sua interessante relazione, è estremamente importante per diversi aspetti come un adeguato stoccaggio dei rifiuti e conseguente tutela della sicurezza del cantiere interno. Importante, infine, è anche l’analisi dei materiali e le attività legate al reporting degli stessi ed all’analisi dell’intera catena di distribuzione.


Un’altra sezione di sicuro interesse ed essenziale nell’economia di un generale risparmio energetico, ambizione primaria del protocollo LEED è la qualità ambientale interna, un altro prerequisito. In questa sezione si considerano la qualità dell’ambiente interno sostanziale nella sicurezza, nel comfort, nella salubrità, nel consumo di energia, nel ricambio d’aria e nel controllo dei contaminanti presenti nell’aria stessa. Attraverso questa sezione è possibile certificare un edificio che goda di adeguati sistemi di filtraggio e di un piano di sviluppo di qualità INDOOR che preveda anche test di qualità dell’aria.


Le altre sezioni considerate, ha proseguito l’arch. Hopps, come prerequisiti sono invece quelle della sostenibilità del sito dove verrà costruito l’edificio ed il suo rapporto con il contesto circostante e la sezione della gestione delle acque, dove vengono affrontate problematiche legate all’uso, gestione e smaltimento delle acque negli edifici, con conseguente monitoring dell’efficienza idrica, al fine di una riduzione dei consumi e del riutilizzo di acque meteoriche.

A conclusione della disamina sul protocollo LEED, l’arch. Hopps ha presentato le ultime due sezioni considerate crediti, l’innovazione nella progettazione e la priorità regionale. Nella prima sezione si analizzano gli aspetti progettuali che spiccano per innovazione ed adozione di pratiche di sostenibilità. Il solo avvalersi di un professionista LEED viene visto come valore aggiunto e perciò fonte di credito. La seconda sezione ha come scopo incentivare l’attenzione dei progettisti su criticità ambientali locali e particolari della località di riferimento, in un’ottica di premialità di cura del proprio contesto geografico di riferimento.


L’attenzione posta da queste diverse sezioni sugli aspetti di progettazione dell’edificio – energetici, idrici, emissivi - rappresenta l’anima dei protocolli LEAD, incentrata quindi sull’edificio in sé. Il protocollo WELL, che va di pari passo con i crediti del protocollo LEAD, si sposta invece sul benessere degli utenti e degli occupanti l’edificio. La certificazione passa attraverso l’analisi di 8 concept, strettamente collegati ad alcune analisi viste nei protocolli LEAD. Riguardano aria, quindi il miglioramento della qualità indoor attraverso l’apertura di finestre; acqua pulita e priva di inquinanti; alimentazione, il privilegiare quindi l’utilizzo di mense aziendali; illuminazione, la massimizzazione della luce naturale a discapito di quella artificiale; movimento, il posizionamento di aree che facilitino il movimento e limitino la sedentarietà; comfort, ottenimento di una temperatura ottimale, riduzione dei rumori; benessere psicofisico, il raggiungimento della salute fisica e mentale dell’essere umano al fine di lavorare meglio e vivere meglio l’ambiente lavoro; innovazione ed incoraggiamento di idee innovative.


La profonda analisi dell’arch. Hopps ha permesso di coniugare al meglio questi aspetti, focalizzando l’attenzione su un solo obiettivo, il benessere di tutti, uomo ed ambiente. Tale benessere e tale efficientamento si può ottenere solo tramite un rigoroso e competente sistema di certificazione che, oltre a dare indicazioni, sappia anche essere premiale ed incentivare la costante ricerca e lo sviluppo di tecnologie sempre a più basso impatto ambientale. Sembrerebbe un sogno ma è una realtà che si ha l’obbligo di studiare e coltivare. Perché challenges+thinking= solutions. Si può fare.

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