IL METODO DELLA “CITTA’-CONVIVIO” DI CHIARA RIZZI PER LA PERIFERIA SUD

Una “periferia Sud convivio”. È quella che si potrebbe immaginare guardando al concetto di “città convivio” illustrato da Chiara Rizzi in occasione del secondo seminario virtuale interno al progetto “Knowledge vs Climate Change”. Un paradigma e un metodo, come spiegato dalla docente del Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente, Patrimoni Culturali dell’Università della Basilicata nel corso del seguito webinar tenutosi martedì 12 maggio, che si basa sulla «capacità di comunità». Nello specifico, su «capacità individuali che contribuiscono alla competenza collettiva», quindi sulla «transizione da intuizioni di minoranze attive che colgono elementi di valore dalla discontinuità a modelli organizzativi comunitari identitari» e sulla «relazione virtuosa tra la comunità stessa e le risorse ambientali, sociali, culturali ed economiche disponibili nella costruzione di un futuro responsabile e sostenibile». Dunque, secondo la Rizzi, occorrono «traiettorie strutturali lungimiranti e non emergenziali», in modo tale che si attivino «processi di rigenerazione materiale ed immateriale» e si facciano nuovo modi di fare comunità «non solo fisicamente, ma come appartenenza». Insomma, valorizzare singoli e gruppi attivi socialmente, culturalmente o economicamente, metterli in rete fra loro e renderli incisivi, in modo tale che le loro pratiche innovative si consolidino sul territorio e connotino diffusamente il pensare e l’agire al suo interno.

Un momento del 2° Open webinar KvsCC che ha fatto registrare 95 partecipanti.


Così come ragionare ed agire su criticità e punti di forza locali in modo equilibrato e a lungo respiro. E rigenerare intervenendo non solo su elementi come, ad esempio, le infrastrutture o la residenzialità, ma anche su dinamiche umane e sociali, come la i servizi o le occasioni di socialità. Come è emerso dal webinar della docente dell’Università della Basilicata, animato anche da Consuelo Nava (professoressa Dipartimento Architettura e Territorio dell’Università Mediterranea e responsabile scientifica progetto “KvCC”), Rita Simone (docente dArTe-UniRc), Alessia Leuzzo (ricercatrice) e Alberto De Capua (professore dArTe-UniRc), sono sempre più necessari «architettura empatica» e «responsabilità sociale degli architetti», così come «passare da una città che produce merci a una città che produce creatività» e «condividere conoscenza, idee e passioni attraverso l’azione». Dunque, pensare a migliorare il rapporto fra costruito, comunità e paesaggio mediante l’equilibrio fra il costruire e il rigenerare ed innescando il processo di trasformazione dal basso attraverso una “convivenza” che produca appartenenza e condivisione, così come esaltare valori come la cultura o il gusto e le relative abilità creative nel valorizzarli. Il tutto attraverso tattiche suggerite dalla docente lucana quali forum di costruzione di mappe per analizzare positività e negatività del contesto, laboratori didattici per riflettere su criticità e potenzialità ed analoghe iniziative di coprogettazione tra comunità ed esperti. Perché, come afferma la Rizzi, «la parola “convivio” allude ad una convivialità che si realizza attraverso un rito collettivo che, nel caso della rigenerazione urbana, si concretizza nella realizzazione del progetto e nella sua successiva gestione».

Video-contributo della prof. Chiara Rizzi al 2° Open Webinar KvsCC


Luca Assumma, 15/05/2020



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