QUANDO L’INNOVAZIONE È UN SERIO GIOCO DA...RAGAZZI.

Quando l’innovazione è un serio gioco da...ragazzi.

È quella che, nel biennio 2017-2018, hanno innescato gli alunni dell’istituto comprensivo “Telesio-Montalbetti” e che, nel loro piccolo scolastico e quotidiano, stanno ancora portando avanti in un pezzo di periferia Sud cittadina, tanto importante quanto problematico, quale quello composto da Modena, San Sperato, Ciccarello e San Giorgio Extra. Sì, un “gioco da ragazzi”, perché i bambini della scuola primaria “Telesio-Montalbetti” hanno dimostrato grande semplicità nel tirare fuori la propria consapevolezza valoriale su tematiche civili e concretizzandola in analisi del contesto e relative proposte ed azioni. Il tutto stando insieme con grande gioia, ma allo stesso tempo presentando buoni ragionamenti ed idee e grande impegno e responsabilità nel fare innovazione sul territorio al servizio della comunità.

“Laboratorio di Partecipazione Telesio 2.0", questo il nome del progetto, è stato una sorta di rigenerazione urbana, teorizzata e, sebbene non permanente, in piccola scala progettata, realizzata e vissuta per un quartiere e una città a misura di bambino, sperimentata in rioni con potenzialità, fra le quali quelle sportive, commerciali e formative, e criticità, fra le quali quelle urbanistiche, edilizie e sociali. Esso è nato da “Action Aid”, animata a livello territoriale da Eleonora Scrivo, e si è sviluppata attraverso una partnership con l’associazione dei genitori e con “Pensando Meridiano” efficace nel coinvolgere e valorizzare i bambini della scuola guidata dalla dirigente Marisa Maisano e dalla associazione genitori-docenti "Amici del Telesio".

Attività del Laboratorio di Partecipazione 2.0 negli spazi della scuola (monitoraggio, book sharing, percorsi recycle, inaugurazione palestra); ph. courtesy Mikhaela Cannizzaro (PM)


Dentro e fuori la scuola, seguendo la tattica della “Città della Conoscenza" da tempo lanciata da “Pensando Meridiano” per promuovere l'apprendimento delle dinamiche e dei fenomeni di trasformazione degli spazi urbani, della loro connessione alle comunità e dei processi abilitanti alle azioni di rigenerazione urbana, sociale e ambientale", si sono susseguite diverse iniziative. Ci sono stati incontri nei quali i “grandi” hanno formato i “piccoli” su tematiche come quelle del rispetto e della valorizzazione dell’ambiente o della socialità, illustrando loro casi nazionali e internazionali di progetti di cura, condivisione e gestione degli spazi, di scuole aperte e di partecipazione attiva delle comunità quali promotrici di processi di sviluppo. Ma i “piccoli” hanno dato un proprio entusiasta e propositivo contributo, visto che, accompagnati, hanno compiuto passeggiate urbane utili nel contestualizzare fisicamente e socialmente gli spazi e nell’immaginarli in modo diverso.

Azioni di Making coordinate dalle arch. Lucrezia Ranieri e Jessica Seminara per Pensando Meridiano; ph. courtesy Mikhaela Cannizzaro (PM)


Ma anche formulato proposte sugli stessi attraverso azioni come l’apporre cartelli “No like” ai punti di degrado e “Like” ai punti di forza in giro per i quartieri o l’installazione di tavole grafiche relative a scenari ed incognite effettuata nella piazzetta adiacente il plesso scolastico di Modena. E progettato e realizzato la trasformazione creativa, innovativa e sostenibile del cortile del distaccamento di San Sperato attraverso il posizionamento di una “casetta dei libri” dove riporre e prendere volumi a disposizione di tutti, una passerella ed elementi d’arredo in legno di “riciclo”, aiuole con bidoncini e pneumatici utilmente recuperati, rendendolo più vivibile, più accessibile, più allegro.

Un esperimento di rigenerazione urbana partito dal basso in un contesto periferico emarginato e degradato ed allo stesso tempo con capacità inespresse di flessibilità ed apertura ai cambiamenti per crescere a livello sociale, economico, culturale, ambientale ed estetico. E che può essere visto come modello di catalizzatore di sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusiva replicabile in ogni luogo di città, all’interno del quale un ruolo fondamentale lo gioca la scuola come innesco sociale di processi di partecipazione con la comunità del quartiere nel progettare e realizzare insieme analisi, proposte ed azioni e nel gestire responsabilmente gli spazi.

ph. courtesy Mikhaela Cannizzaro e Alessia Leuzzo (PM)


Un esperimento di sinergia fra bambini ed adulti, fra varie realtà del tessuto sociale cittadino, aperto alla comunità, che ha visto attive due studentesse, Jessica Seminara e Lucrezia Ranieri, che hanno legato questa esperienza alla propria tesi di laurea in Architettura discussa con la professoressa Consuelo Nava. E che ha abbinato la classicità e la fisicità del discutere insieme faccia e faccia ad elementi tecnologici e virtuali come la stampa 3D e i social media: azioni di cura e partecipazione, appunto, come "strategia di rigenerazione urbana" (per approfondire https://www.pensandomeridiano.com/learningcity) per gli spazi collettivi della scuola e quelli pubblici, dove è presente una scarsa qualità urbana.

Un esperimento che – si spera – diventi esempio per la periferia Sud e non solo. A patto che singoli, gruppi ed istituzioni si mettano a “giocare”. Perché mettendoci la voglia di conoscere e di fare, come quella dei più piccoli, l’innovazione diventa un gioco da…ragazzi…


Reggio Calabria, 27/03/2020

Luca Assumma


Album fotografici completi:

- Lab Partecipazione Telesio 2.0 (clicca qui)

- Azione di "Cura e partecipazione come Strategia di Rigenerzione urbana" (clicca qui)


Videodoc: https://www.youtube.com/watch?v=-V_pVpk8BIU


Per approfondire la Tattica della Città della Conoscenza:

- https://www.pensandomeridiano.com/learningcity

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